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Il fiume della vendetta

di Siro Ferrone
  Kevin Bacon e Sean Penn
Data di pubblicazione su web 30/10/2003  
C'è una scena memorabile (non ce ne sono molte) nell'ultimo film di Woody Allen (Anything else): su una spider rossa, accompagnato da un giovane amico scrittore ebreo, Woody aspetta di parcheggiare; due energumeni gli rubano il posto e, esibendo fisici minacciosi, lo cacciano in malo modo; Woody si allontana umiliato e silenzioso, poi d'improvviso torna indietro, raggiunge l'auto dei due prepotenti e ne sfascia parabrezza e fanali; infine freneticamente, con la mano tremante, riesce a fatica a riaccendere il motore e fugge via. Riecheggiando una comica del muto, l'attore-autore ha rappresentato in maniera folgorante, e parodica, la sindrome disperata dell'11 settembre di un popolo che, purtroppo per tutti noi, non è all'altezza della situazione.

Nel suo ultimo film Clint Eastwood, uno dei migliori registi viventi, ha fornito della stessa sindrome la versione tragica. Anche Mystic River è un'opera sulla vendetta (retaliation, revenge: le parole in bocca a Rumsfield, Rice e Bush). Come in molti (tutti?) i suoi precedenti film, Eastwood accetta di calarsi in un "genere" (western, poliziesco) in modo che la storia da raccontare abbia vincoli molto forti. Diventato prevedibile il quadro di riferimento, l'attenzione si concentra sui personaggi. Qui tre sublimi attori: Sean Penn (anche troppo bravo), Tim Robbins (indimenticabile), Kevin Bacon (una maschera neutra che ricorda tutti i poliziotti interpretati dal suo regista). Attori che diventano, come in teatro, il centro di tutta l'opera.

 

Kevin Bacon
Kevin Bacon


Tre amici che da piccoli condivisero una tragedia e che da grandi la rivivono con animo diverso. Uno di loro (Robbins) fu rapito e violentato da una banda di pedofili e ne è rimasto segnato gravemente nella psiche e nel corpo, ha una moglie e un figlio che lo amano, ma non basta. Un altro (Penn) è diventato il capetto di un banda di gangster locali. Il terzo (Bacon) è appunto un agente di polizia. Una notte la figlia del capobanda è brutalmente uccisa. Per una maledetta coincidenza, quella stessa notte il più "tarato" dei tre ha commesso un omicidio: ha visto un pedofilo in azione e lo ha massacrato; nessuno però ha trovato il cadavere e lentamente si fa strada il sospetto che egli abbia mentito e che sia stato lui, invidioso della normalità degli altri, a uccidere la ragazza. La moglie lo denuncia all'amico capobanda e orbato della figlia. L'amico poliziotto non crede alla sua colpevolezza, ma tutt'intorno i sospetti si trasformano in certezza.

Scatta la vendetta: l'amico gangster uccide l'amico presunto assassino, poco prima che l'amico poliziotto scopra i veri colpevoli. La vendetta, madre di tutte le battaglie dell'America vittima dell'11 settembre, ha colpito il capro espiatorio di turno. Come in una tragedia. Il film finisce con una parata di ragazze pompons, bandiere a stelle e strisce, fanfare e applausi. Il capobanda è sempre più capo, mentre il poliziotto, contento di essere senza prove, partecipa al banchetto dell'amico ritrovato, mentre la vedova del "tarato"e il loro bambino raccolgono i frutti di una così bella, libera e giusta società.

 

Sean Penn, Laura Linney, Kevin Bacon
Sean Penn, Laura Linney, Kevin Bacon


Raramente è dato di vedere un'opera così piena di odio per l'America. Una società segnata da un destino costruito dai suoi stessi abitanti, o meglio dalla loro ottusa maggioranza (per fortuna c'è una sublime minoranza di individualisti come Clint). La vittima è predestinata: subisce una violenza, viene quindi catalogato nella schiera dei dropout (marginali) e da lì non esce, mai più. Lo ammazzano perché così vogliono la "cultura" della differenza, della forza e della salute pubblica. Polizia e mafia si alleano in un esemplare teorema indiziario.

Tim Robbins annaspa con arte, smarrito e solo, accompagnato dallo sguardo fraterno ma non commosso di Clint Eastwood: un capolavoro di disperazione neutra. Sean Penn esibisce muscoli e tatuaggi (sulla schiena il più eloquente ha la forma di una croce) come Robert De Niro & c., è un buon cristiano come vuole l'attuale presidenza Usa, odia senza riserve e uccide i suoi nemici, ma poi, buon padre-padrino, spedisce alle vedove e agli orfani anonimi sussidi caritatevoli: è un mostro dal volto umano che recita con qualche eccesso di troppo secondo i vecchi dettami dell'Actor’s Studio. Kevin Bacon nasconde dietro una maschera immutabile una storia personale tormentosa, contrasta i pregiudizi di un poliziotto nero (mirabile creazione politically incorrect: un nero che sbaglia!), ma poi alla fine è connivente con l'amico mafioso: nevrosi e perbenismo messi a nudo con assoluta sobrietà autobiografica dal regista.
Sean Penn e Tim Robbins
Sean Penn e Tim Robbins


Non c'è scampo - fa capire Eastwood - chi è solo, e non sta né con la polizia né con la mafia, finisce sul patibolo, capro espiatorio come Antigone, assassinato sul greto del fiume mistico, dove regnano la vendetta e l'ottusità del branco dei maschi. È questo il frutto dell'ideologia della vendetta. Come Rigoletto (Eastwood è autore anche delle musiche del film) Sean Penn vede la figlia morta in un misero sacco, come Rigoletto vede nelle acque profonde la tomba in cui acquietare la sua vendetta, come Rigoletto commette un tragico errore, uccidendo l'innocente. "Vendetta, tremenda vendetta" anche in americano è un canto di disperazione.


Mystic River
cast cast & credits
 

Mystic River, locandina
Mystic River, locandina






 


 

Clint Eastwood
Clint Eastwood

 

 
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