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Americans

di Fabio Tasso
  American Splendor
Data di pubblicazione su web 20/11/2003  
Tra i film presentati al 21 Torino Film Festival, American Splendor è certamente uno dei più interessanti e attesi della sezione "Americana", che presenta alcuni dei migliori esempi della cinematografia statunitense indipendente delle ultime stagioni (e non solo). Da anni ormai i film premiati al Sundance Film Festival vengono, a ragione, considerati piccoli capolavori e riscuotono immediati successi di critica e di pubblico. American Splendor, che ha vinto l'edizione 2003, non sfugge a questa tipologia e si candida a diventare un cult-movie.
Paul Giamatti
Paul Giamatti


È la storia, ritratta in maniera ironica, affettuosa e partecipata, di Harvey Peckar, celebre autore di fumetti statunitense, e delle sue strisce, chiamate appunto "American Splendor". Ingabbiato da una vita ordinaria e da un lavoro da comune impiegato, lasciato dalla fidanzata stufa di una vita "plebea", Harvey stringe amicizia con Robert Crumb, uno dei più importanti e celebri autori di fumetti americani, considerato il padre del fumetto underground e autore di strisce quali "Fritz il Gatto" e "Mr. Natural". Crumb accetta di disegnare le storie che Harvey scriverà, e in poco tempo, raccontando la sua vita, i suoi amici e il suo grigio lavoro, Harvey diventa una celebrità (sarà più volte ospite del "David Letterman Show") e riesce anche a superare le sue croniche difficoltà di adattamento sociale.

Biografia romanzata di un uomo afflitto da nevrosi, incline alla depressione e quasi del tutto privo di autostima, American Splendor è una mescolanza indovinata di elementi eterogenei, a partire dai frequentissimi, ma calibrati con intelligenza, inserti fumettistici che mostrano le strisce originali e permettono un confronto immediato con le immagini. Raccontato come un flashback dal vero Peacker, il film ha i suoi punti di forza nei dialoghi brillanti ed esilaranti e in personaggi grotteschi ed eccentrici, a cominciare dallo stesso Peacker per arrivare alla moglie e all'amico, supremo esempio di "nerd" paffuto e occhialuto, che infatti nel film va al cinema a vedere La rivincita dei nerd e, coerentemente, alla fine riuscirà anche lui a diventare famoso.
Paul Giamatti e Hope Davies
Paul Giamatti e Hope Davies


Su tutti emerge proprio il protagonista, del quale diventa impossibile, da un certo punto in poi, non amare la bontà, la tenerezza, i modi impacciati, le inevitabili manie che lo perseguitano e il suo sguardo ingenuo verso il mondo. Un film in bilico tra biografia, commedia e ritratto di una "certa" America (sintomatica l’ostilità che Harvey mostra per gli "yuppies" degli anni Ottanta), che, se vira nella seconda parte verso una malinconia diffusa, in linea con la maturazione morale e umana di Peacker, che prende coscienza di alcuni fatti innegabili della vita e supera una malattia che sembrava incurabile, trascende poi in un finale più ottimista e consolatorio, nel quale il tono confidenziale e l'umorismo che caratterizzano l'intera storia trovano una dimensione appropriata e convincente. 


American Splendor
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