drammaturgia.it
Home | Cinema | Teatro | Opera e concerti | Danza | Arte | Racconti e... | Televisione | Libri | Riviste
Punto sul vivo | Segnal@zioni | Saggi | Profili-interviste | Link | Contatti
cerca in vai

Il mito del vascello fantasma
A proposito del film La maledizione della prima luna di Gore Verbinski


di Elisa Pezzotta
  La maledizione della prima luna
Data di pubblicazione su web 31/10/2003  
Perché un film d'avventura, basato su di una storia di pirati e di maledizioni, è riuscito a riscuotere tanto successo all'alba del XXI secolo? Perché tanti spettatori si sono recati nelle sale a guardare ed ascoltare questo film dalla sceneggiatura apparentemente scontata?

La risposta si potrebbe nascondere nelle immagini del vascello Black Pearl e del suo equipaggio di fantasmi, di scheletri viventi che tanto evocano alcune strofe de La ballata del vecchio marinaio di Coleridge. "An ancient Mariner meeteth three Gallants bidden to a wedding-feast, and detaineth one". Con questo breve periodo Coleridge delinea il contesto nel quale colloca la sua ballata: il narratore è il vecchio marinaio, il narratario è uno dei tre giovani invitati alla festa nuziale e la narrazione è costituita da tutte quelle parti della ballata che non fungono da cornice. Il narratario inizialmente non vuole sottomettersi alla volontà del vecchio prestandogli ascolto, ma poi "is spellbound by the eye of the old seafaring man, and constrained to hear his tale", il vecchio "holds him with his glittering eye -/ The Wedding-Guest stood still, / And listens like a three years' child: / The Mariner hath his will" (vv. 13-16). Dunque il giovane è in balia del marinaio, è come se, ipnotizzato dal suo sguardo, non potesse fare a meno di ascoltarlo.
Johnny Depp in ''La maledizione della prima luna''
Johnny Depp in ''La maledizione della prima luna''


Anche lo spettatore del film rimane seduto a guardare le scene che si succedono, dietro alle quali si cela l'occhio del regista. Ma non è solo il gioco di sguardi (nella ballata quello del marinaio rivolto al convitato, nel film quello del regista nascosto dietro alle immagini e quello manifesto degli attori) ad accomunare l'incipit delle due opere. Infatti, come nella ballata vengono citati tre convitati, nel film viene presentato il triangolo costituito da: lei, Elizabeth Swann (Keira Knightley), lui, suo promesso, Norrington (Jack Davenport) e l'altro, Will Turner (Orlando Bloom). Inoltre nel film, anche se non si sta per svolgere una cerimonia nuziale, viene annunciata quella fra Elizabeth e Norrington. Il pirata Jack Sparrow (Johnny Depp) non può essere considerato narratore, al pari del vecchio marinaio della ballata, ma è colui che dà inizio alla narrazione-azione rapendo la Sig.na Swann e coinvolgendo nell'avventura il suo giovane innamorato ed il suo promesso sposo. È inoltre uno dei detentori del sapere, poiché conosce la natura della maledizione e la sua causa ed è uno dei maledetti insieme al resto dell'equipaggio del Black Pearl. Dunque, come il vecchio marinaio, dà l'avvio all'intreccio con lo scopo di liberarsi dalla maledizione. Il marinaio della ballata, "long, and lank, and brown" (v. 226), è caratterizzato, oltre che dalla vecchiaia, da "long grey beard and glittering eye" (v. 3) e da una "skinny hand" (v. 9). I tratti che lo denotano, se iperbolizzati, possono suggerire l'immagine di uno scheletro vivente, di un Jack Sparrow che si mostra alla luce della luna, mentre gli elementi connotativi, evidenziati dall'occhio ardente e dal carisma sopra citati, lo accomunano alla star Johnny Depp, ossia all'insieme dei ruoli da "maledetto" che ha interpretato nel corso della sua carriera. Ricordiamoli rapidamente: è stato il gitano Roux in Chocolate (2000), lo zingaro Cesar in L'Uomo che Pianse (2000), ma connotazioni gitane le aveva anche in Don Juan De Marco (1995); in Blow (2001) interpreta George Jung, boss del mercato della coca negli anni '70; ne La vera storia di Jack lo squartatore l'ispettore Fred Barrie, grande consumatore di droghe; ne Il Mistero di Sleepy Hollow (1999), come investigatore Constable Ichabod Crane si trova alle prese con una maledizione; ne La Nona Porta (1999), infine, è un venditore di libri antichi che deve combattere contro l'Inferno.
Johnny Depp in ''Il mistero di Sleepy Hollow''
Johnny Depp in ''Il mistero di Sleepy Hollow''


La star Johnny Depp è caricata, nell'immaginario degli spettatori, dalla fusione dei tratti che caratterizzano i significati: zingaro, colui che fa uso di stupefacenti, colui che entra in contatto con il soprannaturale. È dunque, prima di interpretare il ruolo particolare di Jack Sparrow, un eroe senza fissa dimora, un perfetto pirata maledetto. In ciò la star Johnny Depp è aiutata non solo dai personaggi che ha interpretato, ma anche dalle caratteristiche fisiche dell'attore Johnny Depp che ha i tratti somatici del gitano, almeno di quelli che nel nostro immaginario vengono associati agli zingari. La figura del marinaio, del pirata, è mitica: è il simbolo della libertà estrema, della forza e del coraggio umani che non temono la sfida con la Natura. Ulisse è l'archetipo di questo mito, agogna ad Itaca e vuole il mare dinnanzi a sé. Il vecchio marinaio di Coleridge invidia la luna e le stelle che hanno nel cielo la loro fissa dimora, ma è costretto ad errare narrando la propria storia. Jack Sparrow, liberatosi dell'incantesimo, potrebbe godere dell'oro conquistato, ma non trova pace se non al timone di un vascello, al comando di una ciurma. La libertà estrema, la capacità di costruirsi e mantenere un'identità senza la conferma degli altri rimane uno dei miti più affascinanti.
Johnny Depp in ''La vera storia di Jack lo squartatore''
Johnny Depp in ''La vera storia di Jack lo squartatore''


Proseguendo nella ricerca di ciò che accomuna la ballata e il film, si perviene a un'immagine, o meglio a una scena: quella del vascello fantasma.

Nella ballata il vecchio marinaio trafigge senza motivazione un Albatros considerato uccello di buon augurio, foriero d'un vento propizio, e, per questo affronto, viene maledetto dai compagni. Quando la nebbia si dissipa la ciurma benedice il marinaio per aver ucciso l'Albatros portatore della bruma. Ma all'arrivo della bonaccia i compagni nuovamente maledicono il vecchio costretto ora a portare al collo la carcassa dell'uccello. Infine arriva un vascello, ma quando s'avvicina "It seemeth him but the skeleton of a ship", "And straight the Sun was flecked with bars" (v. 177). , "And its ribs are seen as bars on the face of the setting Sun", "Are those her sails that glance in the Sun, / Like restless gossameres? / Are those her ribs through which the Sun / Did peer, as through a gate?" (vv. 183-186). A bordo della nave solo la Donna-Spettro e Morte. I due si giocano ai dadi l'equipaggio: la prima vince il vecchio ed il secondo il resto dell'equipaggio. Al sorgere della luna cadono tutti morti tranne il marinaio. Questa descrizione di Coleridge suggerisce delle immagini, delle scene molto precise: l'avvicinarsi rapido d'un vascello che scivola su di un mare piatto, un vascello che è lo scheletro, la carcassa, lo spettro di una nave. Esso è evocato dall'immagine del Black Pearl con le vele a brandelli e le assi cigolanti e dissestate. Nel film questa descrizione è estesa alla ciurma che, alla luce lunare, si mostra per ciò che è, ossia per un equipaggio di scheletri viventi. E nella ballata i corpi dei compagni cadono senza vita proprio al sorgere della luna. Il vecchio si libera dalla maledizione perché benedice i serpenti marini illuminati dalla luce lunare. Il suo equipaggio si rianima e muove la nave: "The dead man gave a groan. / They groaned, they stirred, they all uprose, / Nor spake, nor moved their eyes; / It had been strange, even in a dream, / To have seen those dead man rise" (vv. 330-334). Il marinaio afferma: "We were a ghastly crew" (v. 340). I corpi dei compagni non sono scheletri, ma fantasmi, sono mossi da spiriti beati. Questa scena può essere accomunata a quella del Black Pearl e della sua ciurma: in entrambi i casi vi sono morti viventi che si muovono alla luce della luna. Le scene del vascello dei pirati richiamano le descrizioni di Coleridge che ben si prestano ad essere visualizzate perché, pur nella ricchezza dei particolari (per esempio il sole al tramonto rigato dalla sovrapposizione delle sbarre, delle nervature dello scheletro della nave) rimangono soggettivamente immaginabili. Sono scene mitiche, che appartengono al nostro immaginario. Il film non ha la profondità della ballata perché la maledizione viene lanciata contro l'equipaggio del Black Pearl a causa di monete d'oro e l'associazione pirati-tesoro è scontata e non può portare ad una ricchezza semantica. Ma qui non si vuole paragonare la densità della ballata a quella del film, ma accostare le rispettive immagini mitiche, universali.
Johnny Depp in ''La maledizione della prima luna''
Johnny Depp in ''La maledizione della prima luna''


Borges ritiene che Coleridge, come Wells ed Henry James, sia un panteista. Dopo aver citato una nota del poeta inglese egli afferma: "Non so che cosa penserà il mio lettore di questa immaginazione; io la giudico perfetta. Usarla come base d'altre invenzioni felici, sembra previamente impossibile; ha l'interezza e l'unità di un terminus ad quem, di una meta. Naturalmente, lo è; nell'ordine della letteratura, come negli altri, non c'è atto che non sia coronazione di un'infinita serie di cause e sorgente di un'infinita serie di effetti." (Il fiore di Coleridge) Senza spingersi fino alle estreme conseguenze cui approda Borges, si può suggerire che alcune immagini, alcune descrizioni, attraversino i secoli e riaffiorino, inaspettatamente, in forme diverse. La descrizione del vascello fantasma di Coleridge appare senza luogo e senza tempo, come le scene del Black Pearl. Il genio di Coleridge è stato tradotto, volontariamente o involontariamente, da Gore Verbinski, con l'ausilio della moderna tecnologia: ciò che rimane immutato è il fascino del mito del vascello fantasma. Ne Il sogno di Coleridge, Borges, dopo aver fatto notare che il poeta inglese sognò nel 1797 il frammento lirico Kubla Khan e che vent'anni dopo venne pubblicato a Parigi il Compendio di storie di Rashid ud-Din, in cui si riporta che Kublai Khan eresse un palazzo dopo averlo sognato, scrive: "Il primo sogno aggiunse alla realtà un palazzo; il secondo, che avvenne cinque secoli dopo, un poema (o inizio di un poema) suggerito dal palazzo; la somiglianza dei sogni lascia intravedere un piano; il periodo enorme rivela un esecutore sovrumano". Il vascello fantasma della ballata non è frutto di un sogno dichiarato come il palazzo della lirica sopra citata, ma è uno di quei sogni ricorrenti della Letteratura. Gore Verbinski lo ha saputo tradurre nelle scene del Black Pearl.

 


La maledizione della prima luna
cast cast & credits
 

Il manifesto originale del film
Il manifesto originale del film

 

 

 

 


 

Disegno - caricatura di Johnny Depp
Disegno - caricatura di Johnny Depp

 

 

 


 

Samuel Taylor Coleridge
Samuel Taylor Coleridge




 

 
Firenze University Press
tel. (+39) 055 2757700 - fax (+39) 055 2757712
Via Cittadella 7 - 50144 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
© Firenze University Press 2013