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Tanti auguri CinemaScope
1953-2003: Cinquanta anni di cinema panoramico


di Federico Vitella
  Celebre bozzetto pubblicitario CinemaScope
Data di pubblicazione su web 09/10/2003  

''Ava Gardner chiuse gli occhi quando la biga romana, con i quattro cavalli bianchi al galoppo, si precipitò dallo schermo verso la platea. Le zampe dei destrieri levavano gli zoccoli in avanti in gigantesche falcate tra il fracasso delle ruote e le grida degli spettatori. Non vi era più confine tra la platea e lo schermo, tra le immagini del film e le persone degli spettatori''. Ava Gardner, evocata dalla colorita prosa di Gianni Granzotto, stava assistendo con altri 6000 selezionatissimi invitati alla presentazione ufficiale de La Tunica (The Robe) di Henry Koster, il primo film realizzato in CinemaScope dalla 20th Century Fox. Era il 16 settembre 1953, e il cinema Roxy di New York, installato per l'occasione un gigantesco schermo ricurvo di quasi 20 metri di base, salutava l'alba della terza era del cinematografo: dopo l'avvento del sonoro, dopo l'avvento del colore, era il tempo dello schermo panoramico.

Il cinema americano per strappare gli spettatori ai loro salotti stava cambiando pelle e puntava all'esasperazione della propria offerta spettacolare. Alla luce del "pericolo televisione", nel contesto del decisivo mutamento socioculturale del dopoguerra, lo schermo panoramico appagò l'esigenza non più rinviabile per una ridefinizione radicale della produzione. La sobria immagine rettangolare 1.33:1 (rapporto tra la base e l'altezza dell'immagine proiettata), formato standard di oltre cinquanta anni di storia del cinema, lasciava così il passo alla nuova immagine panoramica di proporzioni ben più ardite, esaltata dalle dimensioni impressionanti dei nuovi maxi-schermi. Gattopardescamente, una Hollywood alle corde stava cambiando tutto affinché tutto, sostanzialmente, rimanesse invariato.

Inizialmente, le proporzioni del quadro CinemaScope erano addirittura di 2.66:1: due volte il quadro classico dei classici di Chaplin, Renoir, o Ejzenstejn.    L'alloggiamento sulla pellicola delle quattro piste magnetiche del nuovo suono stereofonico direzionale, necessario complemento alla dilatazione orizzontale del campo, portarono il quadro a 2.55:1: formato, per esempio, del citato La tunica, di é nata una stella (A Star Is Born, George Cukor, 1954), o Gioventù bruciata (Rebel Without a Cause, Nicholas Ray, 1955). Infine, l'ulteriore aggiunta della tradizionale colonna sonora ottica, pretesa da tutti quegli esercenti che non potevano permettersi i costi dell'impianto magnetico, stabilizzò l'immagine CinemaScope, a partire dal 1956, al celebre rapporto 2.35:1 che ancora ci accompagna nelle proporzioni di tanta produzione contemporanea, dagli ultimi blockbuster americani al Muccino de L'ultimo bacio.

In verità il CinemaScope, fondato sul principio ottico dell'anamorfosi, non fu una genuina invenzione americana e tanto meno una novità. Senza scomodare il padre gesuita Schott, che di "magia anamorfotica" scriveva già nel 1657, il primo rudimentale brevetto di lenti anamorfiche risale al 1862. I sistemi anamorfici, gruppi ottici che sfruttano l'astigmatismo delle lenti cilindriche per comprimere la dimensione orizzontale di un'immagine, furono applicati alla fotografia cinematografica, per la prima volta, dal fisico olandese Ernst Abbe nel 1898, e sperimentate poi in modo convincente, alla fine degli anni '20, dal celebre professore di ottica francese Henry Chrétien.

L'Hypergonar di Chrétien era in grado di comprimere un'inquadratura molto ampia in una convenzionale pellicola 35mm, e, soprattutto, ottenere un'immagine panoramica sia orizzontale che verticale. Autant-Lara se ne avvalse, per esempio, nella realizzazione di alcune sequenze "speciali" del suo cortometraggio Costruire un feu: decentrò il tradizione formato 1.33:1, combinò fino a tre immagini contemporaneamente e presentò, facendo uso di un apposito schermo gigante a forma di croce, immagini panoramiche orizzontali e verticali. Acquistato dalla Pathé-Nathan nel 1929 ed impiegato in un altro paio di occasioni, l'Hypergonar cadde poi nel dimenticatoio per una ventina d'anni, diventando addirittura nel '50 di dominio pubblico.

È a questo punto che la Fox si inserì con eccezionale tempismo e, nell'ambizioso tentativo di realizzare un proprio dispositivo panoramico, contattò personalmente Chrétien. La tecnologia anamorfica avrebbe consentito alla Fox di implementare grossomodo tutte le caratteristiche spettacolari che facevano la forza del Cinerama, il dispositivo multicamera a schermo gigante che dal settembre '52 sfidò per primo la televisione, senza rivoluzionare radicalmente le convenzionali pratiche di esercizio. A differenza del Cinerama, cresciuto alla periferia dell'industria vera e propria, e mai fondamentalmente piegatosi agli imperativi dello Studio System americano, il CinemaScope fu un prodotto genuinamente hollywoodiano, cioè programmaticamente concepito e realizzato per soddisfare adeguatamente un mercato di massa.

Le ottiche di Chrétien, pur con tutte le riserve del caso, si rivelarono funzionali, e, mentre gli ingegneri della Fox procedevano ai perfezionamenti di sorta, il 2 febbraio del 1953, lo Studio annunciò pubblicamente che tutte le sue successive produzioni sarebbero state pellicole CinemaScope. Realizzando una nuova forma di intrattenimento compatibile con gli standard tecnologici esistenti, la Fox riuscì a soddisfare una grossa fetta di mercato per buona parte degli anni '50. MGM, Columbia e Warner cedettero presto alle sue lusinghe e nel giro di un paio d'anni tutte le cinematografie più importanti, Italia in testa, equipaggiarono i propri teatri e si convertirono alla produzione anamorfica, utilizzando le ottiche originali Fox o dispositivi autoctoni concorrenti.

La risposta del pubblico fu a dir poco strepitosa, tale da polverizzare, nel giro di qualche settimana, ogni precedente record d'incassi, ma l'accoglienza della critica fu controversa. Dalla assunzione condivisa che il CinemaScope, per via delle proporzioni e dimensioni dei suoi schermi, avrebbe inevitabilmente comportato l'abbandono del montaggio rapido e dei piani ravvicinati, le diverse scuole critiche trassero considerazioni opposte. Se infatti i redattori dei Cahiers du Cinéma, capitanati da André Bazin, auspicavano che la nuova tecnica divenisse motivo stilistico, nella direzione di un cinema realista, i critici di Sight & Sound e Cinema Nuovo temevano una eccessiva teatralizzazione della messa in scena. In verità, i problemi di distorsione che rendevano problematici i primi piani, connaturati alla tecnologia anamorfica, furono presto risolti, e nel giro di un paio di anni ogni risorsa del montaggio classico venne implementata con successo dai vari Samuel Fuller, Nicholas Ray, Douglas Sirk.

Ormai cinquanta anni sono passati, e il CinemaScope è stato trionfalmente celebrato alle conferenze internazionali di Parigi e Bradford, rispettivamente lo scorso dicembre, alla Sorbona, e lo scorso luglio, al National Museum of Photography, Film and Television. Anche in Italia è giunta l'eco dei festeggiamenti, tanto che la 17 edizione del Cinema Ritrovato di Bologna non ha perso l'occasione per organizzare una retrospettiva commemorativa: sotto l'etichetta "Il cinema più grande della vita", i festivalieri hanno goduto le proiezioni dei primi 'Scope' di Nicholas Ray e Samuel Fuller, oltre, ovviamente, alla citata Tunica. L'anniversario, oltre a riportare un po' di attenzione sugli svariati dispositivi, comunemente detti panoramici, che nel giro di qualche anno rivoluzionarono inesorabilmente le pratiche di produzione ed esercizio in tutto il mondo, costituisce una buona occasione per riflettere più compiutamente sulla tecnica come elemento fondante del gesto cinematografico, e, soprattutto, sulla rimossa questione del formato immagine in quanto parametro della rappresentazione.

 

 Galleria fotografica:


I primi due lungometraggi fotografati in CinemaScope

La tunica
(The Robe)
di H. Koster, CinemaScope 2.55:1

''I primi piani sono possibili e tremendamente efficaci in CinemaScope, ma sono raramente indispensabili. Penso che non ci siano più di cinque primi piani stretti in tutto il film, e comunque impiegati esclusivamente nelle situazioni più drammatiche. E ciò a dispetto del fatto che avevamo volti molto interessanti con cui lavorare, come quelli di Richard Burton, Jean Simmons, Victor Mature''
(Leon Shamroy, direttore della fotografia de La tunica)

 

Victor Mature, ''La tunica''
Victor Mature, ''La tunica''




Richard Burton, ''La tunica''
Richard Burton, ''La tunica''

 

 

''Con il CinemaScope è possibile filmare contemporaneamente fino a cinque personaggi in figura intera, con il volto di ciascuno grande e intimo come se fosse proiettato su uno schermo convenzionale, in cui però solo un personaggio alla volta può essere in primo piano''
(Leon Shamroy, direttore della fotografia de La tunica)



 

''La tunica''
''La tunica''


 

''La tunica''
''La tunica''

 


[Le citazioni sono tratte da L. Shamroy, Filming the Big Dimension, in ''American Cinematographer'', XXXVI 1953, n. 5 p. 217. Traduzione dell'autore dell'articolo]

 

 

Come sposare un milionario
How to Marry a Millionaire
di J. Negulesco, CinemaScope 2.55:1

''La storia non aveva niente a che fare con La tunica, soggetto ideale per il nuovo medium (...). Era da girare soprattutto in appartamenti, ristoranti, night club e altri ambienti di lusso. Era essenzialmente una commedia. La questione che tormentava me e altri era questa: poteva il CinemaScope raccontare una storia intima?''
(Jean Negulesco, regista di Come sposare un milionario)


 

Marilyn Monroe, ''Come sposare un milionario''
Marilyn Monroe, ''Come sposare un milionario''



 

''Come sposare un milionario''
''Come sposare un milionario''

 


''Nessun regista aveva il potere di catturare, con il montaggio o con campi lunghi tradizionali, la magnificenza e lo spirito di New York come abbiamo fatto in questo film con una singola inquadratura dello skyline di Manhattan al crepuscolo. L'inquadratura era così toccante che il pubblico, ad una dimostrazione del CinemaScope, lo applaudì con vigore per quanto ci fosse una orchestra sinfonica che suonava''
(Jean Negulesco, regista di Come sposare un milionario)

 
 

''Come sposare un milionario''
''Come sposare un milionario''



 

''Come sposare un milionario''
''Come sposare un milionario''

 



[Le citazioni sono tratte da J. Negulesco, New Medium-New Method, in New Screen Techniques, a cura di M. Quigley Jr., New York, Quigley Pubblishing Co., 1953, pp. 174-176. Traduzione dell'autore dell'articolo]

 

Cronistoria del CinemaScope (1952-1956)

 
18 dicembre 1952
Spyros Skouras, Presidente della Fox, si incontra a Nizza con il Prof. Henry Chrétien
 

Spyros Skouras e Henry Chrétien
Spyros Skouras e Henry Chrétien

19 dicembre 1952
Proiezione dimostrativa, per Spyros Skouras, delle lenti anamorfiche del Prof. Chrétien al cinema Rex di Parigi

18 gennaio 1953
Le lenti del Prof. Chrétien sono spedite agli stabilimenti della Fox a Hollywood

Ottiche anamorfiche Chrétien
Ottiche anamorfiche Chrétien

26 gennaio 1953
Darryl Zanuck, responsabile della produzione, assiste al primo saggio del CinemaScope
 
28 gennaio 1953
Zanuck annuncia che La tunica sarà girato in CinemaScope

2 febbraio 1953
Skouras e Zanuck dichiarano che l'intero programma di produzione della Fox sarà realizzato in CinemaScope

13 febbraio 1953
Il Prof. Chrétien cede i diritti alla Fox per la fabbricazione e distribuzione di ottiche CinemaScope

23 Febbraio 1953
Iniziano le riprese de La tunica con ottiche Chrétien

L'operatore Lee Crawford monta una lente Chrétien
L'operatore Lee Crawford monta una lente Chrétien

17 marzo 1953
Prima dimostrazione pubblica del CinemaScope a Hollywood.
 
18 marzo 1953
La MGM annuncia l'impiego del CinemaScope
 
11 maggio 1953
La Fox annuncia di aver risolto il problema del suono stereofonico mediante la registrazione magnetica di 4 bande sonore sulla pellicola

14 aprile 1953
L'industria ottica Baush & Lomb firma un contratto di esclusiva con la Fox per la realizzazione di lenti anamorfiche 

Marilyn con una lente CinemaScope Baush & Lomb da proiezione
Marilyn con una lente CinemaScope Baush & Lomb da proiezione

18-19 giugno 1953
Prime dimostrazioni europee del CinemaScope a Parigi

31 luglio 1953
Skouras dichiara che le ordinazioni straniere per il CinemaScope ammontano a quasi dieci milioni di dollari

4-5-6 settembre 1953
Prime dimostrazioni italiane del CinemaScope alla XIV Mostra di Venezia

16 settembre 1953
Prima mondiale al Roxy di New York de La tunica

Locandina de ''La tunica''
Locandina de ''La tunica''

30 settembre 1953
United Artists e Universal annunciano l'impiego del CinemaScope

24 settembre 1953
L'incasso della prima settimana de La tunica al Roxy stabilisce un nuovo record: $ 315321

29 ottobre 1953
La Columbia annuncia l'impiego del CinemaScope

4 novembre 1953
La Warner annuncia l'impiego del CinemaScope

9 novembre 1953
La Fox presenta il suo secondo film CinemaScope, Come sposare un milionario di J. Negulesco

Locandina di ''Come sposare un milionario''
Locandina di ''Come sposare un milionario''

19 novembre 1953
Prima europea de La tunica a Londra

28 novembre 1953
Prima italiana al Capitol di Roma de La tunica

3 dicembre 1953
Prima francese de La tunica

16 dicembre 1953
La Fox presenta il suo terzo film CinemaScope, Tempeste sotto i mari, di R. Webb

22 dicembre 1953
La fox presenta il suo quarto film CinemaScope, La carica dei Kyber, di H. King, primo film fotografato con le lenti CinemaScope della Baush & Lomb

Lente anamorfica Baush & Lomb (adattatore)
Lente anamorfica Baush & Lomb (adattatore)

25 dicembre 1953
A New York 84 cinema presentano contemporaneamente La Tunica completo di suono stereofonico

25 marzo 1954
I giurati dell'Academy assegnano un Oscar speciale alla Fox per il CinemaScope

27 novembre 1954
L'Astra Cinematografica presenta, al cinema Capitol di Roma, i primi quattro cortometraggi italiani fotografati in CinemaScope, e annuncia la produzione del primo lungometraggio: Continente perduto

24 agosto 1955
Prima mondiale al Roxy di New York de Sinuhe, l'egiziano, primo film fotografato con lenti Baush & Lomb ulteriormente migliorate (monoblocco)

Lente anamorfica Baush & Lomb (monoblocco)
Lente anamorfica Baush & Lomb (monoblocco)

13 maggio 1955
Al festival di Cannes premio speciale della giuria per il primo lungometraggio italiano realizzato in CinemaScope, il documentario Continente Perduto di L. Bonzi e E. Gras

19 gennaio 1956
Prima dimostrazione pubblica al Roxy di New York del CinemaScope 55 (negativo 55mm, positivo 35mm)

Negativo CinemaScope 55 (Carousel di H. King)
Negativo CinemaScope 55 (Carousel di H. King)

6 febbraio 1956
Muore a Washington, all'età di 78 anni, il Prof. Henry Chrétien

15 maggio 1956
Prima dismostrazione pubblica al Supercinema di Roma del CinemaScope 55

16 settembre 1956
Al terzo compleanno del CinemaScope, l'Italia detiene il primato europeo delle installazioni con 3011 sale equipaggiate



 
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