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Prove d'autore

di Gabriella Gori
  Aterballetto
Data di pubblicazione su web 24/02/2005  

Molto spesso nella mise en scène di dittici coreografici è la callida iunctura (accorta combinazione oraziana) a costituire il collante di una serata articolata e ben fatta. Ma volendo analizzare le sottese motivazioni dell'abbinamento di due balletti come Baby Gang di Jacopo Godani e Next di Fabrizio Monteverde, nello spettacolo dell'Aterballetto al Teatro Comunale di Ferrara, non sfugge la volontà di costruire un "modulo coreutico" su due tappe fondamentali della vita dell'uomo, l'adolescenza e la giovinezza.



 

Aterballetto



La proposta in apertura di Baby Gang, che ha debuttato al Festival Reggio Emilia Danza 2004 con la compagnia di Bigonzetti, è apparsa come la naturale premessa a Next, il lavoro di Monteverde creato per la compagine emiliana e rappresentato in prima assoluta nella città estense. Non solo ma la formula della callida iunctura non si esaurisce nella felice comunione di due belle "prove d'autore" ma si presta benissimo anche per l'altrettanto feconda, e speriamo rinnovabile, joint venture di Mauro, Jacopo e Fabrizio, che sono tra le figure di spicco dell'odierno teatro di danza italiano e straniero.

Mauro Bigonzetti è un coreografo di fama internazionale che ha firmato creazioni per organici importanti come il New York City Ballet, l'English National Ballet, lo Stuttgarter Ballet, la Deutsche Oper Berlino, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, l'Opera di Roma, e dal '97, in qualità di direttore dell'Aterballetto, è riuscito a rilanciare l'ensemble di Reggio Emilia e a renderlo il gradito ospite di festival e teatri in tutto il mondo. Jacopo Godani è un brillante metteur en danse che, dopo gli studi al Mudra di Béjart e la carriera di ballerino presso il Balletto di Francoforte di Forsythe, dagli anni Novanta ha ottenuto scritture da formazioni del calibro del Royal Danisch Ballet, dei Ballets de Montecarlo, del Nederlands Dans Theater.



 

Aterballetto


Fabrizio Monteverde, premio "Gino Tani" e "Danza&Danza" 1996, è un artista che si è conquistato meritatamente la fama di "coreoautore" colto per quella predilezione per il teatro di Shakespeare, da cui ha tratto la trilogia Giulietta e Romeo, Otello, La tempesta, per la musica di Schubert, che gli ha ispirato Era Eterna e Bene Mobile, per quella di Bartok, che gli ha consentito di realizzare l'intrigante Il castello del principe Barbablù (tutte produzioni per il Balletto di Toscana), e infine di Bach, scelta per accompagnare Next.

Baby Gang di Jacopo Godani è un balletto decisamente maschio, eccezion fatta per la presenza di Ina Broeckx e Susanna Giarola, che per la loro androginia (capelli cortissimi, fisico quasi piatto) non è facile distinguere dagli altri componenti della Gang, Adrien Boissonnet, Thibaut Cherradi, Valerio Longo, Paolo Mangiola, Walter Mattini, Alexis Oliveira, Roberto Zampano. La creazione, esaltata dalla musica di Bertrand Maillot, è un inno alla più sfrontata adolescenza vista attraverso una banda di bads boys non ancora irreggimentati e di cui il dancemaker spezzino coglie gli aspetti positivi come il desiderio impellente di cercare contatti naturali e spontanei, e negativi come la pericolosa quanto esaltante influenza del branco.

Sul palcoscenico delimitato da pannelli rettangolari scuri che, all'occorrenza, irradiano fasci di luci, vengono adagiati a terra e poi sollevati come manichini, le scene corali fanno da pendant a soli, duetti, terzetti, mentre i bravissimi 'ragazzacci', in magliette color avorio e pantaloni antracite, ideati da Godani, danno sfogo al loro ribellismo rompendo le regole di tecniche classiche, moderne, contemporanee, alla ricerca di un'originaria matrice istintiva, quasi animalesca del movimento. In una sorta di moto perpetuo eseguono rocambolesche giravolte stile break dance, si annodano in complicate figurazioni, compiono prodigiosi guizzi, si abbandonano ad aerei lifts, collezionano posizioni fuori asse alla Forsythe, fino al finale del superbo Alexis Oliveira che chiude un balletto ben costruito e piacevole.



 

Aterballetto




E se l'Aterballetto in Baby Gang ha dato prova di essere una compagnia con la C maiuscola, altrettanto si può dire per la resa di Next di Fabrizio Monteverde, una pièce ispirata al Risveglio di Primavera, il dramma di Wedekind rappresentato nel 1891 e dedicato alle inquietudini, le estasi, gli errori, i dubbi, della giovinezza intesa come primavera della vita. L'autore romano, sempre incline ad affrontare morbose tematiche psicologiche e a creare fabulae fictae fortemente simbolico-allusive, questa volta sulla scia di Wedekind rivela l'altra faccia della "stagion lieta" leopardiana e con maestria ne mostra irrequietezze, disagi, turbamenti, ansie, dando uno spaccato tutt'altro che poetico del cosiddetto "stato soave".

In una cupa atmosfera, talvolta rischiarata dalle luci metalliche di Carlo Cerri e dal chiarore che proviene da una finestra sul fondo, i danzatori sono trascinati da una profonda aegritudo che viene accentuata dalla Passione secondo Matteo e delle Suites per Violoncello di Bach. In succinti abiti bianchi, firmati dal coreografo, i ballerini alternano insiemi, passi a due e a tre, e interpretano l'inconfondibile stile 'monteverdiano' in cui il linguaggio moderno, filtrato da una vigorosa contemporaneità e arricchito da un'originale cinesia delle braccia e delle mani, è infarcito di prese acrobatiche, squilibrati jetés, launchs in arabesque, in attitude, e à la seconde, lifts, posizioni tenute fino all'estremo, tenzoni atletiche eseguite in silenzio.

La lunghezza è forse il tallone d'Achille di Next ma il balletto resta comunque un opera di grande impatto visivo ed emotivo, di cui rimangono impresse la scena dei materassi, in cui i protagonisti, spinti dal desiderio e da una famelica curiosità, passano uno nelle braccia dell'altro, quella della splendida coppia che 'si conosce' lungo la parete verticale al centro della scena, quella dello stupro di gruppo con l'apparizione improvvisa di un lungo panno rosso, simbolo del rito d'iniziazione ad una vita spesso avara di promesse.

L'applauditissimo Aterballetto, di cui Bigonzetti può andare fiero, ha mostrato una tecnica stratosferica e un'energia all'ennesima potenza, ma soprattutto ha dato prova di una grande generosità. Dote quest'ultima assai rara e di inestimabile valore.

 


Aterballetto - Baby Gang / Next


Baby Gang
cast cast & credits
 


Next
cast cast & credits
 
 
(Foto di Rolando
Paolo Guerzoni)


 
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