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Periferie dell'anima

Francesco Ragazzi
  Renato Jencek
Data di pubblicazione su web 07/09/2004  
La recente entrata della Slovenia nell'Unione Europea, i suoi paesaggi svizzeri e la sua relativa assenza dalle guerre balcaniche negli ultimi dieci anni sembrano avere costruito l'immagine di un paese idilliaco e pulito. Predmestje (Suburbs), "periferia", un lungometraggio di Vinko Möderndorfer, l'unico proveniente dall'ex-Jugoslavia a Venezia quest'anno, sembra qui proprio per ricordarci il contrario.

Maja Lešnik, Tadej Toš
 
Presentato nella rassegna Giornate degli Autori, il film del regista sloveno ci introduce nelle vite di quattro trentenni di periferia di una città qualunque della Slovenia, vite dominate dalla tristezza, dall'insoddisfazione e da sfoghi meschini post-adolescenziali. Sconvolge questa vita ritmata da interminabili discussioni in un bowling sperduto, dove ironia e buon umore costeggiano maschilismo, razzismo e intolleranza, l'arrivo di due giovani stranieri nel palazzo di uno di loro, Marjan (Renato Jencek). Un po' per scherzo, un po' per voyeurismo, i quattro antieroi (oltre a Jencek, Peter Musevski, Jernej Sugman e Silvo Božic) decidono di riprendere con una telecamera nascosta la vita sessuale invadente di Nebojsa (Tadej Toš) e Jasmina (Maja Lešnik) la coppia recentemente arrivata. La bonomia iniziale dei personaggi scompare progressivamente quando Nebojsa scopre il "gioco" e lo fa sapere, scatenando l'odio e la violenza più irrazionale dei quattro falliti.

"Periferie è un film sulla peggiore delle periferie. E' una storia sulla periferia dell'anima umana" ha commentato Möderndorfer nella discussione dopo la proiezione del film. Volendo allontanarsi degli stereotipi sulle guerre balcaniche, sull'odio millenario e il confronto interpretato in chiave etnica, il regista sloveno propone in effetti un film soprattutto centrato sull'intolleranza generata da vite senza prospettive, pronte a sposare ogni forma di odio, non solo verso lo straniero, ma anche l'omosessuale, il marginale, o semplicemente verso chi sembra avere una vita più felice.

Jernej Šugman, Silvo Božic, Renato Jencek, Peter Musevski
 
"Hai visto come si chiamano i tuoi vicini? Loro non sono di qui! I nomi sono importanti: parlano del contenuto di chi li porta, per esempio io mi chiamo Fredi… Fredi è vredi, vuol dire 'tutto a posto', 'tutto bene', è chiaro no? Io sono a posto - non come loro, loro non sono di qui". Questa battuta di Fredi potrebbe riassume il tono del film, a metà strada tra realismo minimalista inquietante e dialoghi tarantiniani. In questo senso Möderndorfer pero sembra usare canoni stilistici vicini a quelli dei più noti registi dell'ex Jugoslavia come Kusturica, o dei più giovani Lukas Nola e Vinko Bresan, iscrivendosi quindi malgrado tutto in quello che si potrebbe definire cinema dei Balcani. Tragicità e umorismo sono usati come due facce di una stessa moneta, complementari sia nella struttura narrativa della sceneggiatura che nella costituzione della personalità dei protagonisti, lasciando spesso il dubbio su come capirli, e come reagire: farsi una grassa risata da B-movie o rispettare un silenzio allibito.

Predmestje / Suburbs
cast cast & credits
 



 
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