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Storia di amanti perduti

di Gabriella Gori
  L'Histoire de Manon
Data di pubblicazione su web 01/03/2004  
Era il 1731 quando l'abate Prévost pubblicò l'Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut e di sicuro non immaginava che talentosi uomini di teatro sarebbero rimasti impigliati nelle morbide reti di Manon, icona di una femminilità istintiva, misteriosa, amante dei piaceri e del lusso. La passione del cavaliere Des Grieux per l'eroina 'prevostiana' ispirò infatti molte opere musicali, toccando l'apice nel 1884 con Manon di Jules-Emile Massenet e nel 1893 con Manon Lescaut di Giacomo Puccini, ma anche il balletto nel 1974 regalò la sua memorabile versione con L'Histoire de Manon di Kenneth MacMillan.

La pièce, erede del ballett d'action e del coreodramma settecenteschi, è un balletto narrativo che fonde libretto, danza, musica, scenografia e coreografia, e nel secondo Novecento, grazie alla lezione di Tudor e Ashton, ha avuto la sua renovatio con i dance dramas di John Cranko e Kenneth MacMillan. E se Cranko trovò nel Balletto di Stoccarda la corte ideale a cui affidare i suoi capolavori (Romeo e Giulietta, Oneghin, La bisbetica domata), MacMillan rimase legato al Royal Ballet per il quale firmò, anche in qualità di direttore-coreografo, celebri lavori narrativi come Romeo e Giulietta, Anastasia, Mayerling.
L'Histoire de Manon



L'Histoire de Manon, in scena agli Arcimboldi di Milano su musiche di Massenet, arrangiate da Leighton Lucas, e ripresa coreografica di Monica Parker, ha l'impianto di una fabula stataria in cui i protagonisti vivono il loro dramma d'amore e morte senza eccessivi intrecci e in interni. La locanda dell'inizio a Parigi, l'appartamento del cavaliere Des Grieux amante di Manon, la casa di malaffare parigina, la stanza del carceriere a New Orleans e perfino le paludi della Louisiana, delimitate dalle nebbie e dalla vegetazione acquatica. Divisa in tre atti e sette quadri, la creazione di MacMillan, focalizza l'attenzione sull'innamoramento di Des Grieux per mademoiselle Lescaut, sottrattagli dal venale fratello di lei che le induce ad accettare le attenzioni e i cospicui doni del vecchio ma ricco Monsieur Guillot de Morfontaine. Ma all'amore non si comanda e la giovane, superata l'iniziale titubanza, sceglierà Des Grieux dopo averlo indotto a barare al gioco con Guillot. Scoperti, saranno costretti a fuggire e nel parapiglia con i gendarmi l'incauto Lescaut verrà ucciso e lei arrestata per prostituzione. Deportata nella colonia francese di New Orleans, insidiata da un carceriere, Manon sarà salvata dal suo amato che, colpito a morte il secondino, l'aiuterà a scappare verso le paludi della Louisiana dove la ragazza spirerà fra le sue forti braccia.

Il balletto di MacMillan rispetta in pieno le norme della più aulica tradizione a cominciare dall'utilizzo del corpo di ballo per le scene corali che scandiscono gli atti, alla presenza di variazioni e danze di solisti e gruppi, ai reiterati pas d'action che, attraverso la pantomima, contribuiscono a illustrare la trama, fino ai pas seul e pas de deux di protagonisti e deuteragonisti. Nell'allestimento maestoso e sontuoso delle scene e dei costumi di Nicholas Georgiadis, la resa del corpo di ballo scaligero è stata egregia, come bravi sono stati Andrea Volpintesta nei panni dello sconsiderato fratello, la forte e grintosa Beatrice Carbone nelle vesti dell'amante di Lescaut, la sicura Simona Chiesa nel ruolo di Madame.
L'Histoire de Manon



La palma spetta però alle étoiles Sylvie Guillem e Massimo Murru, che tornano ad esibirsi nella coppia maledetta dopo aver ballato due anni fa a Londra nel decennale della scomparsa di MacMillan, e a Sir Antony Dowell, primo interprete di Des Grieux e oggi magistrale Monsieur Guillot de Morfontaine. Massimo Murru, tipico danseur noble per l'elegante presenza scenica e il lindore tecnico (strabilianti gli arabesques allongés, curatissimi gli épaulements, stabilissimi i piqués, precisissime le pirouettes) ha fatto di Des Grieux un vero amante elegiaco, mettendo in luce, con una danza viva e palpitante, la sua scelta d'amore. Affascinato dalla "puella", fedifraga, sensuale, cortigiana, egli non sa resisterle e, pur consapevole della nequizia che lo travolge, si fa "servo d'amore" seguendo Manon fino alle estreme conseguenze di una vita romanticamente dannata.Emozionanti, anche per le accorte soluzioni registiche, il primo assolo del Cavaliere che utilizza tutta la scena per danzare la sua passione, il passo a due in cui gli amanti si scambiano promesse d'amore, che finisce a sinistra del palcoscenico, e l'altro duetto nella camera di Des Grieux, che termina a destra.

Sylvie Guillem, nelle sembianze dell'eterea Manon, ha regalato momenti di grande intensità drammatica, mostrando come ad una tecnica portentosa corrisponda una indiscussa capacità attoriale. Frivola, affascinate, dispettosa, arrogante, nelle situazioni collettive quando, oggetto di desiderio nella dimora di Madame, sfodera passi e legazioni sfavillanti, la Manon-Sylvie diventa dolcissima, languida, appassionata, nei momenti d'intimità con gli straordinari arabesques ponchés a 180 gradi, infantile e divertente quando si tuffa felice sul letto a baldacchino di Des Grieux, disperata e avvinta al suo lui quando cede alla moira implacabile. Ogni volta, in una tensione sempre crescente, la Guillem ha trovato in Murru un partner pronto, generoso, solidale, e i ripetuti applausi a scena aperta del gremito Arcimboldi hanno decretato il successo de L'Histoire de Manon, un balletto-culto interpretato dai più prestigiosi corpi di ballo del mondo e assente dal repertorio scaligero dal 1998.

L'Histoire de Manon
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L'Histoire de Manon



 
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