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Magie d'estate e surreali visioni

di Gabriella Gori
  William Forsythe
Data di pubblicazione su web 31/07/2004  
Nella rinascimentale Piazza Grande di Montepulciano il colpo d'occhio è magnifico e il palcoscenico posizionato a ridosso della facciata di Palazzo Contucci, una scaena frons vitruviana con fughe prospettiche nelle vie che costeggiano l'edificio, rende quasi surreale la magia di una notte d'estate.

Scenario migliore non poteva esserci per accogliere al "XXIX Cantiere di Internazionale d'Arte di Montepulciano", diretto da Jan Latham-Koenig, la danza di Jacopo Godani, nome emergente della coreografia italiana e non solo. Il coreografo spezino, in una serata dall'allusivo titolo From here on – Da ora in poi, tributa un omaggio al maestro William Forsythe, il coreografo americano direttore del Frankfurt Ballet, con un trittico composto da Approximate Sonata di Forsythe, Statico Confuso, una première dello stesso Godani, e Disingenio.


Jacopo Godani
Jacopo Godani

Questo ultimo pezzo, commissionato insieme a Statico Confuso dal mecenate olandese Harald Orneberg, che ha prodotto l'intero evento, è firmato a più mani da un pull di danzatori che, in un ideale ricongiungimento alla lezione di Forsythe, si cimentano nelle vesti di autori e si avvalgono di Jacopo nelle vesti di ideatore dei costumi, supervisore alla coreografia e all'illuminotecnica. Singolare e tecnicamente perfetto è infatti questo corpo di ballo che per l'occasione cantieristica riunisce elementi provenienti da prestigiose compagnie come il Frankfurt Ballet - di cui Godani ha fatto parte dal 1991 al 2000 - il Nederlands Dans Theater, l'Aterballetto, il Royal Danish Ballet e i Ballets de Montecarlo, con i quali l'artista italiano ha lavorato.

William Forsythe
William Forsythe

Approximate Sonata, scelto come biglietto da visita dello spettacolo e presentato diversi anni fa ai "Cantieri", è interpretato dal formidabile duo Jone San Martin e Amancio Gonzalez del Balletto di Francoforte. La creazione, forte, violenta, convulsa, coinvolge lo spettatore in un'esperienza visiva totalizzante che riflette i canoni compositivi di un genio della coreografia contemporanea come Forsythe, che smonta i meccanismi della danse d'école per ricomporli in un'opera di "decostruzione e ricostruzione" del manufatto tersicoreo. Impossibile non cogliere in Jacopo l'ascendenza di un padre spirituale come il dancemaker statunitense e difficile affrancarsi da un'eredità così ingombrante per un giovane autore che, formatosi al Centro Studi Danza di Loredana Rovagna e poi al Mudra di Maurice Bèjart, ha compiuto il suo importante apprendistato coreografico proprio al Frankfurt Ballet, collaborando alla mise en scène di opere forsythiane come Quintet, Eidos, Hypotetical Strema, Sleeper's Guts, oltre che aver firmato, sempre per Balletto di Francoforte, Guts/part 3 nel 1996 e Skinks nel 1997.

Nel tempo Godani ha collezionato prestigiose committenze presso blasonate formazioni internazionali - Les Ballets di Montecarlo, Ballet de Lorraine, il Royal Danish Ballet, il Nederlands Dans Theater, il Royal Ballet - e il credito incontrato in patria nel 2004 al "Reggio Emilia Danza Festival" con Baby gang per l'Aterballetto e al "2 Festival Internazionale di Danza Contemporanea" della Biennale di Venezia, diretto da Karole Armitage, con l'assolo Elemetale, Beyonders per i Ballets de Montecarlo e Black out per il Teatro Nuovo di Torino, conferma l'ascesa dell'artista ligure che nel '90 ha fondato una compagnia con sede a Bruxelles. L'approccio creativo e lo stile di Jacopo, visibili in Statico Confuso, sono di sicura matrice forsythiana nel prediligere l'essenzialità dell'allestimento, nel concepire il disegno coreografico come una sequenza ininterrotta di veloci e fluidi passaggi che sciamano in ogni direzione, nel creare movimento frantumando linee classico-accademiche, piegate ad un imperioso stile contemporaneo.

Nella coreografia, su musica di Steven Mackey, i protagonisti, in costume nero con borchie metalliche di Grazia Ascari e Franco Saccani, danno il massimo mostrando un'incredibile energia esaltata da un intelligente gioco di luci ma, nonostante alcuni bei momenti, questa "staticità confusionaria" non convince del tutto. Di natura più leggera e luminosa è invece Disingenio, un omaggio a Leonardo Da Vinci musicato da Francesco Nappa e concepito come esplorazione del "limite" che si frappone fra la conoscenza umana e la concretizzazione di una sapientia faticosamente acquisita. Duetti e insiemi, improntati alla "destrutturazione di una base classica", vedono la compagnia sfidare proprio quel limite che si incontra nella realizzazione di plastiche figurazioni cerebrali e completano un programma alla cui riuscita hanno contribuito l'impareggiabile scenario di Piazza Grande e la bravura degli interpreti.

From Here On


Disingenio
cast cast & credits
 


Statico confuso
cast cast & credits
 


Approximate Sonata
cast cast & credits
 



William Forsythe
William Forsythe

 


 

Jacopo Godani
Jacopo Godani


 

 
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