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W la Nazionale di calcio: operazione simpatia

A proposito dell'articolo di Roberto Fedi... non c’è che dire: l’erba del vicino è sempre più verde, e seppure fosse ingiallita andrebbe bene lo stesso, purché non in territorio italiano. Ma dico: è mai possibile che non ci sia niente di buono in Italia? L’esterofilia cronica del nostro critico televisivo mi sbalordisce. Non c’è articolo che non decanti il bello, il buono e il giusto d’oltreoceano. Gli Stati Uniti in particolare: come fanno bene il meteo gli americani, come trasmettono bene le notizie gli americani, che trasmissioni straordinarie fanno gli americani, addirittura ‘come mandano bene a ‘ quel paese ’ i giornalisti americani (e poi sarebbe Lippi il maleducato).

E da quando in qua il nostro ha pietà dei giornalisti e dei telecronisti sportivi? Non è stato sempre lui a criticarli fortemente e a definirli… esiziali, inutili, insopportabili, deprimenti, e chi più ne ha più ne metta? Non si salva neanche la nostra Nazionale di calcio. Alla fine, il nostro finisce sempre per fare il tifo per gli avversari, che sia l’Ucraina o il Ghana. Ma che bischero il nostro critico. Non avrà forse qualche crisi d’identità? Nonostante la premessa, noi non gli crediamo: lui sarà fra quelli che, per partito preso, tiferà contro la Nazionale di calcio. Non sono mai stata una gran tifosa ma, come il signor Fedi, anch’io cambio idea: Forza Italia!

Fossi stato in lei il 2 giugno avrei fatto di meglio, anziché guardare una così ‘orrenda’ partita, se così orrenda è stata. Troviamo qualcosa di positivo, ogni tanto.

Graziella

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Il critico risponde


Gentile lettrice,
lei ha uno scarso sense of humour (o, se preferisce, italianamente 'senso dell'umorismo' - ma non è la stessa cosa). Vedo che lei ci segue, e questo mi fa piacere. Vedo anche che è una tifosissima dell'Italia, intesa come nazione e come nazionale. Ci fa piacere anche questo. Ora, vede, per noi il pallone non è sacro. E nemmeno pensiamo che a esso siano legati i Destini della Patria. E' uno spettacolo: come tale, deve piacere. Se gli interpreti o i loro corifei sono poco simpatici, o poco bravi, o addirittura indisponenti (ce ne sono parecchi) a noi fa un po' rabbia perché, appunto, dovrebbero rappresentarci. Tutto qui. Buon mondiale.

Roberto Fedi

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