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In difesa di Raffaella Carrą

Egregio sig. Fedi,
sono una ragazzza di 18 anni e le scrivo riguardo all'articolo pubblicato il 4 aprile sulla tragedia del piccolo Tommaso. Spero davvero che lei abbia il coraggio di far pubblicare la mia lettera. Prima di definire Raffaella Carrà inguardabile, si soffermi soprattutto sul modo in cui ha trattato la notizia, ricevuta in diretta, del ritrovamento del corpo del bambino (a mio avviso con grande professionalità e umanità, mentre su Canale 5 La Corrida ha continuato imperterrita a sfarfalleggiare, uscendosene alla fine con un «non eravamo informati bene» all'insegna del the show must go on, assolutamente fuori luogo in quel contesto). Ho notato, tra l'altro, che lei non ha nemmeno accennato al fatto che Amore sia stato interrotto un'ora prima del previsto, cancellando metà della scaletta, con una padrona di casa visibilmente commossa.

Per quanto riguarda il problema alle cornee che le ha provocato, io le consiglierei di farsi vedere da un buon oculista, perchè trovo Raffaella ancora bellissima - quante donne possono vantarsi di essere così alla sua età? - senza aver mai avuto bisogno di ricorrere a ridicoli rimedi in sala operatoria, peraltro ostentati caparbiamente dalle solite vallettine come se fosse qualcosa di cui andar fiere, perché «noi almeno non siamo ipocrite e lo ammettiamo», come va tanto di moda dire nella tv insulsa e degradata che ci ritroviamo. E la signora Franca Ciampi definiva quella di Panariello tv deficiente? Ragioniamoci un po' su...

Dopo aver letto il suo ed altri articoli ed aver, purtroppo, ascoltato Paolo Villaggio a Domenica In riservare alla Carrà l'epiteto "vecchia" (certo, detto da un bel giovanotto come lui!) contornato da risate a squarciagola di Giletti e della siliconica Alba Parietti, non posso che essere costretta a rassegnarmi, con mia grande tristezza e delusione, al fatto che, per fortuna, non è il varietà ad essere oramai defunto, come alcuni critici televisivi vanno sentenziando negli ultimi tempi, ma, ahimè, i veri gentiluomini, che, data la mia giovane età, probabilmente non conoscerò mai.

Cordiali saluti

Sara

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Il critico risponde


Gentile lettrice,
ammettiamo che dare dell'invecchiata a una signora non è molto 'fair'. Ma si trattava di una considerazione per così dire metonimica: è quel tipo di trasmissioni, in cui la Carrà eccelle da tempo, ad essere ormai terribilmente vecchio, piagnucoloso, pesante, e in ultima analisi inguardabile. Che poi la signora si sia commossa rientra nel gioco e nel personaggio. Il che non significa che non sia sincera: ma a noi, che facciamo critica televisiva e non psicologia, interessa quello che si vede sullo schermo, non nel segreto delle coscienze e del cuore. Quello, lo riserviamo alle trasmissioni del pomeriggio e a Maria De Filippi.

Roberto Fedi

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