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Povera Africa

Come spesso accade, il vostro critico è la nostra voce.

Eh sì, perché la pensiamo esattamente come lui. Il Live 8? Un evento mediatico globale che, pur nelle sue buone intenzioni, non è riuscito a trasmettermi un minimo di pietà umana e di partecipazione. Ho assistito solo e semplicemente a un megaspettacolo musicale, il cui costo di organizzazione sarà stato stratosferico. E a questo punto mi chiedo, anche retoricamente: non si potevano utilizzare diversamente quei soldi? A chi è servito? Quanti bimbi africani saranno morti di fame e di sete, mentre quelle band strimpellavano e cantavano le loro canzoni, accompagnati dalle urla scalmanate di giovani che apparivano ben lontani dal pensiero dell'Africa sofferente?

Per quanto mi riguarda, il Live 8 è stato solo un grande palcoscenico di slogan urlati: l'Africa siamo noi; basta con le parole, vogliamo fatti!; senza l'Africa non esisterei; il futuro dell'Africa è anche il nostro; stiamo assistendo alla globalizzazione delle coscienze. Ma non è triste vedere che il pensiero dell'Africa percorre la coscienza dell'umanità, ricca e bianca, solo ad ogni Live Aid, e cioé ogni vent'anni?

Ringrazio la Rai che ci ha risparmiato questo spettacolino di varia, ricca (e, oserei dire, finta) umanità, affidando la trasmissione dell'evento alla sola Rai Tre. Eh, sì, perché Rai Uno era impegnata a trasmettere (per tre ore!), il solito e triste spettacolino del Palio. Lì, le coscienze erano rivolte solo ai cavalli.

Povera Africa.
 
Un saluto alla redazione

Graziella B. (Salerno)

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