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Scotland calling

Cari amici di Drammaturgia,
mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni che ho maturato in sei mesi di assenza dall'Italia, nella speranza che qualcuno abbia voglia di dare un contributo o di delucidare una serie di aspetti che, come mi accingo a spiegare, mi restano oscuri.

Dallo scorso marzo mi trovo a Edimburgo, in Scozia. Sono venuta qui con la precisa intenzione di acquisire esperienza lavorativa dopo essermi laureata in lingue con una tesi sul leggendario Fringe Festival che ogni agosto invade la capitale scozzese. Sto cercando di inserirmi nel settore dell'organizzazione e amministrazione artistica e il luogo dove ho trovato modo di svolgere un'esperienza di stage è il Traverse Theatre, dedito alla presentazione di opere inedite e di autori emergenti. Dopo aver concluso lo stage - ottima esperienza - mi sto adesso avventurando nella ricerca di un lavoro in questo settore ed è proprio su questo che vorrei richiamare la vostra attenzione e magari chiamare in causa qualcuno esperto nel settore che mi possa spiegare perchè in Italia questo tipo di ruolo professionale sembra non esistere.

Mi spiego meglio. Il lavoro che sto cercando in questo momento qui è definito administrator. In Gran Bretagna e Irlanda chi lavora come administrator per un teatro o per una compagnia teatrale svolge svariate mansioni organizzative: dalla pura segreteria all'assistenza durante la produzione, la promozione e la realizzazione dei progetti. Forse si potrebbe paragonare a quello che nel cinema si chiama "segretario di produzione", o qualcosa di simile.

Nella mia ricerca di lavoro non sto escludendo la possibillità di tornare in Italia, tutt'altro, mi piacerebbe moltissimo. Il punto è: esiste questa figura professionale? E se sì, esiste la possiblità di svolgere questa professione o, come spesso accade in Italia, è tutto inutilmente complicato? Da quando ho terminato lo stage ho sostentuto 4 colloqui di lavoro in meno di due mesi, questo significa, in primo luogo, che esistono posti vacanti in questo settore. Durante le mie interminabili ricerche su internet, visito i siti dei teatri e delle compagnie più disparate e, mentre navigando i siti del Regno Unito c'è sempre una sezione relativa ai posti vacanti, quando dirigo la mia ricerca sui siti italiani non trovo mai assolutamente niente, mai trovato un'offerta di lavoro in un teatro, una cineteca, un festival. Non è mia intenzione fare la solita, sterile critica alla disorganizzazione italiana. Voglio solo porre un quesito e sarei ben felice se qualcuno che si muove nel settore teatrale-cinematografico italiano da tempo rispondesse alle mie lamentele e persino mi smentisse.

Se non riesco a trovare questo tipo di offerta di lavoro in Italia a causa della mia ignoranza, sarei ben felice se qualcuno mi facesse notare che non è così e che la possibilità di lavorare nel settore esiste. Perchè in fin dei conti di compagnie e di teatri ce ne sono molti anche in Italia, quindi ci deve pur essere qualcuno che svolge tali mansioni. Altra nota dolente: nel Regno Unito mandare una e-mail per ricevere informazioni riguardo alla possibilità di lavorare o fare stage presso un teatro o una cineteca significa ricevere una risposta, positiva o negativa che sia. Non è per niente proibitivo contattare o persino incontrare il diettore artistico di un teatro o di un festival, anche solo per porre alcune preziose domande per capire come abbia fatto ad arrivare a ricoprire quel ruolo. E in Italia? E così fluida la comunicazione?

Scrivo tutto questo perchè mi piacerebbe molto lavorare in Italia, ma devo riconoscere che qui in Scozia le cose sono più fluide e, soprattutto, questi lavori ci sono, esistono, non molti magari e ambitissimi, ma vengono regolarmente pubblicizzati sui quotidiani, sui siti internet, sulle riviste specializzate. Se c'è qualcuno con maggiore esperienza nel settore che ha voglia di delucidare questi aspetti, di smentirmi, di raccontare la sua esperienza nel modo del teatro in Italia, di spiegare dove si nascondono certe professioni o di aprire una mini-discussione in proposito, spero si faccia avanti.

Un saluto dalla Scozia

Gaia Meucci

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