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Ancora sul caso Guzzanti (commenti all'articolo di Roberto Fedi)

04/12/2003

Su questo argomento abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere un grande numero di lettere. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno scritto con garbo esprimendo le più diverse opinioni pro e contro l'articolo di Roberto Fedi (vedi sezione Televisione). Purtroppo alcune lettere avevano un tono spiacevole e offensivo e non sono state pubblicate in ottemperanza, se non altro, della buona educazione. Comunque lo spazio e il tempo di cui dispone la nostra piccola redazione non sono infiniti e quindi siamo costretti a sospendere la pubblicazione del materiale in arrivo.

Vorrei citare la citazione (tratta da Bergonzoni) contenuta in una lettera critica nei nostri confronti (quella del signor Gianluca Cestra): "Non e' che la televisione non andrebbe vista, è che non andrebbe accesa".

Le posso assicurare che stiamo lavorando per questo.

Il Direttore

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24/11/2003

Complimenti!

Complimenti per l'articolo di Roberto Fedi.

Un vero e proprio monumento degno delle riviste dei tempi del fascismo. Ma badate non perché sia "fascista", ma perché inutile, futile, idiota nella forma e nel contenuto.

Poco importa se la Guzzanti piaccia o no, è in gioco altro. Chi non lo capisce non merita neanche che gli venga spiegato, tempo perso.

Comunque, se proprio si sottilizza sulla "finesse" della sinistra, visto che l'articolo così si pone, che dire della merda commerciale che sforna la tv di intrattenimento? Ah già quella distrae la gente e la intorpidisce, scusate serve al para-regime. Teniamoci anche Vespa e la La Rosa..

A proposito di regime venite qui a Catania e guardate l'occupazione di un monumento sul lungo mare da parte di FORZA NUOVA, che indisturbatamente non solo occupa un monumento che al suo interno può contenere un centinao di persone, ma anche lo ribadisce con scritte spray sullo stesso... Il tutto passa inosservato dall'amministrazione comunale (di destra), d'altronde da quando abbiamo Scapagnini Catania è ripombata nell'inciviltà diffusa che la contraddistingueva prima che Bianco diventasse sindaco.

Questo paese fa sempre più schifo. Speriamo che Casini, Fini o qualche altro uomo di buon senso abbia un sussulto di dignità e faccia qualcosa dall'interno della feccia.

Nicola Accurso, casuale lettore di un vostro articolo

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24/11/2003

Lettera anonima

Abbiamo ricevuto su questo argomento un'e-mail non firmata.

Ma non pubblichiamo lettere di tipo mafioso.

Il Direttore

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24/11/2003

In merito all'articolo di Fedi

L'unica cosa "giusta", in quelle 4 righe di faziosità, è il fatto che in effetti la Guzzanti non abbia fatto molta satira, semplicemente perchè ha detto molta verità.

Provo una grande tristezza leggere un articolo del genere. Quasi schifo.

Enzo

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30/11/2003

Non ci resta che ridere!

Signor Fedi,
visitando dopo un po' di tempo il sito drammaturgia.it sono venuto a conoscenza della polemica a riguardo del suo articolo su Sabina Guzzanti. Ho voluto leggere i messaggi dei lettori, e mi è spiaciuto di trovare in mezzo a commenti costruttivi, o comunque pacati, invettive se non addirittura lettere anonime.

Certe cattiverie, secondo me, non se le merita. Ho letto l'articolo e mi sono fatto anche due risate. Perché se non impariamo a ridere e ce la prendiamo così tanto per la politica, qui non campiamo più! Più o meno la stessa cosa diceva anche Leopardi (Zib. 4391 e Pensieri LXXVIII) più di due secoli fa.


E allora mi permetta di parafrasare il titolo di un suo articolo precedente: "Non ci resta che ridere"!

Saluti

G.S.

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29/11/2003

"Esprit de finesse"?

Egregio Sig. Roberto Fedi,

in merito al suo articolo: concordo con Lei sul fatto che "la censura, o come si vuol chiamare, sembra fatta apposta per far del bene ai censurati o presunti tali". Ovvero: se il programma della Guzzanti non avesse di fatto subito censura (o comunque la "si vuol chiamare") gli interessati avrebbero contituato a guardarlo e gli annoiati come Lei a criticarlo o, più semplicemente, a non guardarlo. E RAIOT non sarebbe stato "un caso".

Personalmente non riterrei RAIOT la migliore fra le trasmissioni cui Sabina Guzzanti ha partecipato. Una certa impostazione nel programma ha portato argomenti, peraltro importanti, ai livelli di monologo "alla Celentano". Anche se molte imitazioni e dialoghi erano azzeccati e tutt'altro che banali.

Ma è in questo che dovrebbe consistere la libertà di espressione, ahinoi, in un paese democratico normale. Dove nessuno si sognerebbe di sospendere un programma di satira che ha successo, perchè può infastidire potenti e prepotenti. E, se è brutto, si censura da sé perchè la gente non lo guarda. La ambigua manovra della RAI in questo senso è stata, quanto meno, irrispettosa della libertà di giudizio dei teleutenti.

Purtroppo è anche una realtà che la RAI utimamente abbia riempito gli spazi di prima serata, in penosa sostituzione del "Fatto" di Enzo Biagi e "Samarcanda", con telequiz miliardari (soldi nostri), castelli, prove del cuoco (...) ed isole dei famosi (no comment), onnipresenti anche in periodi di crisi internazionale. Non sono forse questi programmi della nuova RAI più "brutti e noiosi" di RAIOT e di quella puntata dell'Infedele?

Di certo programmi così han fatto migrare molti teleutenti (me compreso) verso i seppur chiassosi o faziosi talk-show de "La 7", dove però almeno si parla di qualcosa...

Riguardo all'Infedele di sabato scorso, peccato Le sia sfuggita la compostezza della Guzzanti (la cui faccia Lei descrive "quasi catatonica, senza un briciolo... di ironia... di cortesia...", "se l'è presa con tutti", ecc.) che semplicemente non poteva intervenire senza interruzioni, tanto che a un certo punto ha proposto di andarsene. Mentre Giuliano Ferrara non "se la rideva", come dice Lei, bensì occupava ogni spazio libero, in senso verbale e televisivo, prima vaneggiando su richieste di scuse a giornalisti verso l'avv. Previti & C., appena condannato per corruzione di giudici, e poi insultando gratuitamente Sabina Guzzanti (non ancora intervenuta) chiamandola "teppistella ignorante". Peccato anche che questo insulto nella sua gravità e completezza sia sfuggito a Lei ed ad altri che hanno citato la trasmissione.

E quando Sabina Guzzanti ha preso la parola, interrotta subito e a più riprese dall'illustre giornalista, lo ha messo (a quel punto giustamente, a mio avviso) a tacere, rispondendo per le rime, chiamandolo trombone sgradevole e sgradito a tutti. Infine, a risposta della ennesima ripetitiva maleducata e canzonatoria sovrapposizione del Ferrara, non ha commentato "sei una fetecchia" bensì: "guarda te se uno deve sopportare una simile fetecchia" (http://italy.indymedia.org/uploads/infedele2.wmv).

Considerando anche il poco spazio in TV dato a Sabina dopo questa vicenda a confronto di quello di Giuliano Ferrara (onnipresente su La 7 e altrove) tali battute mi son sembrate divertenti ed appropriate alla situazione. O no?

Sulla "razza ebraica", Gad Lerner, notoriamente sensibile sull'anti-semitismo, bene ha fatto a leggere per intero il "famigerato" discorso della Guzzanti, non ravvisandovi alcun razzismo (anzi...) e chiedendone conferma ad altri Ebrei presenti. Sul "ciccione" a Ferrara, che sulla sua stazza ha sempre auto-ironizzato mi è parso un insulto semmai "benevolo", a confronto degli altri scambiati poi. Non era comunque più offensivo di quando Berlusconi ha proposto di offrire un panettone a Fassino per la sua anoressia.

"Politically un-correct"? Ma non siamo ridicoli, per favore...

A parte questi argomenti, la puntata dell'Infedele è stata anche nella prima parte vivace ma riuscita ed informativa. Mi chiedo che trasmissione abbia visto Lei... ma questa è una questione di punti di vista (de gustibus...)

Grazie per la Sua attenzione [se è arrivato fino a questo punto della mia lettera prima di cestinarla. :-) ]

Cordiali Saluti

Renzo Mattioli (Roma)

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28/11/2003

La rabbia di Calibano

Agli 'inferociti' detrattori dell'articolo di Roberto Fedi sulla trasmissione di Lerner in cui la Guzzanti era ospite.

I 'sostenitori' della Guzzanti, che a volte (non sempre grazie al cielo) hanno la 'grazia', la leggerezza e lo spirito democratico della Banda dei Quattro, si 'meritano' una parafrasi di un aforisma di Oscar Wilde:

"L'avversione dei sostenitori della Guzzanti nei confronti dei suoi critici è la rabbia di Calibano che vede riflesso il proprio viso nello specchio".

C.G.

27/11/2003

Ad ognuno il suo mestiere

Mi dispiace molto che alcuni lettori abbiano frainteso il senso dell'articolo di Fedi. Insomma, da critico televisivo, che fa questo per mestiere e, suppongo, anche per passione ha fatto notare il "modo" di fare satira che proprio non va! Lasciamo perdere le posizioni politiche.

Il dramma è che, anche su tematiche importanti e cocenti, i comici cosiddetti intelligenti si stiano... come dire... perdendo. E ci si azzuffa come si stesse in casa propria e non di fronte a spettatori. Questo è tutto.

Consiglierei inoltre di leggere altre critiche di Fedi e vedere quanto e come abbia considerato alcune trasmissioni d'intrattenimento...

Ad ognuno il suo mestiere: Fedi non ha "politicato", a mio avviso. Ha giudicato quella trasmissione "brutta", da un punto di vista specificamente stilistico. Come si può andare a teatro e vedere uno spettacolo mal fatto, nonostante vi siano magari attori di fama, apprezzati, ecc. ecc.

Anna Maffei


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25/11/2003

Il critico risponde

Cari amici, il problema non è relativo a quello che dice la Guzzanti: si può apprezzare, si può dissentire. Il problema (trattandosi di televisione: quindi di un 'mezzo' che deve obbedire anche a canoni stilistici) è anche come lo dice: e su questo intervenivo con la mia nota. Che, per altro, era relativa al programma L'infedele: una gazzarra di cui credo che onestamente nessuno possa dire che male. Tutto qua. Quello che spiace, in queste lettere, è il tono. Dove si vede che, come sostenevo, la critica ahimè non piace né a destra né a sinistra: i primi la censurano, i secondi insultano.

Grazie per aver purtroppo confermato quello che temevo. Ma, onestamente: siamo messi male.

PS. Il che non significa che si debba apprezzare il caos dei 'palinsensti', e il ghiribizzo di chi taglia e cuce i programmi Tv, come se fossero vestiti da mettere sempre a misura. E' almeno ovvio che cose del genere non accadono in paesi più civili e intellettualmente liberi del nostro: come, ahimè bis, anche queste lettere dimostrano ampiamente.

PS-bis. Quanto all'attributo di 'fascista': oltre che a farmi ridere, giuro che in vita mia, e non sono un ragazzino, è la prima volta in assoluto che me lo sento dire. Evidentemente, finora (anche nei momenti più caotici e ideologicamente ingarbugliati) avevo sempre avuto la fortuna di incontrare gente intelligente. Non si può sempre essere fortunati.

Roberto Fedi

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