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TV: intrattenimento o tormento?

Incuriosita dai vostri articoli, giustamente irriverenti e divertenti sulla tv, nelle sere scorse ho guardato un po' di programmi che non è mio solito seguire, e ne ho ricavato alcune considerazioni.

Secondo il principio di non-contraddizione se A è uguale ad A non può non essere A. Come a dire che se la TV di intrattenimento è nata per intrattenere, divertire e avvincere, anche con trovate e discorsi intelligenti, non può non essere tale. E' impossibile, secondo la logica, che una cosa sia e non sia allo stesso tempo.

Ebbene, tale TV smentisce la sua natura: essa è ridicola fino all'inverosimile, tediosa, triste e patetica. Ho passato più tempo a piangere dalla disperazione che a ridere, e poche sere fa, più che un volto rilassato, avevo una faccia patibulata, e ne avevo ben donde! Si può essere così barbaramente tormentati? Può un sano telespettatore sorbirsi due ore di simili programmi, entusiasmanti quanto bere un bicchiere di cicuta e molto spesso stantii? Prendiamo Beato tra le donne (bollato su alcune riviste come 'nuovo programma'. Ci credereste?), un programma fatto e rifatto, usato e abusato, più di una peripatetica, da televisione pubblica e privata, dove a cambiare (si fa per dire!) sono solo i conduttori.

Infatti, fra i soliti, questa volta ci è toccato Giletti: un coagulo di fascino anòdino, dall'aspetto sempre sciatto che, con sorrisi finti e finto divertimento, non convince affatto (come suo solito). Il programma, poi, ancora meno: il solito donzellaio (che fa rima con pollaio) starnazzante; i soliti otto candidati a 'beati' (scusate la blasfemia); un presidente di giuria annoiato a morte (in questo caso, Nancy Brilly) e delle signorine che più che ballerine sembravano delle macumbate. Ma, caso strano, è stato il programma più seguito (mah! sarà il sintomo di una retrogradazione mentale, per effetto della continua esposizione a simili programmi). Lasciamo perdere!

Ho cambiato canale, e chi mi ritrovo? Lo scapolo d'oro (The Bachelor) Francesco: uno pseudogagà affettato e per niente naturale (un sempliciotto travestito), apparentemente carino, apparentemente abbronzato, apparentemente colto, apparentemente elegante, apparentemente scapolo (dicono tutti così!). Insomma, un concentrato di esteriorità con qualche mg di sostanza. La Parodi, poi, con quell'aria da signora del castello, tutta modi gentili ed educati da pseudoaristocratica, rendeva il tutto ancora più noioso.

Per fortuna che c'era Appuntamento con la storia, su Rete 4 (il nazismo, con i suoi uomini e le sue donne, è sempre un'atrocità da non dimenticare). Il Cecchi Paone, invece, uno strazio da evitare. Beh, se questa è la TV, sono contenta di passare più tempo a leggere e ad ascoltare musica.

Voi direte, a questo punto, che è facile cavar fuori il limbello e dir male di tutto e tutti, ma davvero questo è il meglio che la TV può offrire, in prima serata? Al momento, a quanto pare, sì. Perciò, non ci resta che spallucciare, sospirando, e andare avanti. Non lo pensate anche voi?

P.S.

Secondo voi, non sarebbe meglio far passare più film, al posto di questi stupidi show televisivi? Poche sere fa ho rivisto con piacere L'uomo che sussurrava ai cavalli ed ho pensato: "Finalmente un po' di poesia". Certo, non è un capolavoro, ma film così svolgono, a mio parere, un'importante una funzione pedagogica: educano al sentimento, e non è poco.

Graziella B (Salerno)

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