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Eco-logica?

"Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressio­nare lo spettatore, non solo mostrandosi all'oscuro dei fat­ti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla. "

Con queste parole Eco descrisse Mike Bongiorno e con le seguenti Mike Bongiorno rispose: ĞA quei tempi avevamo delle persone che preparavano le domande per i quiz. Tra questi c’era un giovane di belle speranze che si chiamava Umberto Eco. Lui nega oggi di avere scritto le domande, io invece sostengo che era lui. Me lo ricordo che entrava nel nostro ufficio a portare le buste con dentro le domande. A un certo punto questo giovanotto pensò bene di scrivere un libro. Chissà, forse l’ha fatto perché voleva diventare famoso. Sia come sia, io ci rimasi molto maleğ. L'episodio rivela  qualcosa di Umberto Eco. In questi giorni infatti, l'illustre semiologo si è di nuovo messo a fare il capofila della polemica antiberlusconiana (ricordate nel 2006 quando disse, "se vince Berlusconi lascio l'Italia"?). Eco riprende il paragone tra berlusconismo e fascismo e dice che bisognerebbe fare come i 12 professori che nel 1931 dissero no a Mussolini e rifiutarono il giuramento al regime fascista. Si accomodi Eco, dica no a Berlusconi ma tenga presente le differenze. All'epoca dire no al regime significava: perdita della cattedra, una pensione al minimo, persecuzioni, divieti, una vigilanza stretta e oppressiva. Oggi firmare un appello contro il Cav. comporta pubblicità sui giornali, applausi a scena aperta nelle manifestazioni, riedizioni dei propri libri, interviste sulla stampa staniera e ospitate televisive e sulle terrazze romane. Quello che viene da chiedersi però è questo: se Eco fosse stato professore all'epoca del Fascismo avrebbe detto anche lui no al regime assieme a quei 12 temerari? Lui che non è stato capace di dire no a Mike Bongiorno e ai suoi quiz,  e ancora se ne vergogna...


Ho 55 anni quindi Mike Bongiorno è nato in televisione quando io sono nata, l'ho quindi visto per tutti i miei sudati 55 anni ( forse per i primi 5 non tanto....) a volte mi ha annoiato, a volte mi ha fatto ridere con le sue gaffe, a volte forse mi ha fatto quasi tenerezza, di sicuro non mi ha mai fatto spegnere la televisione disgustata dalla conduzione di un programma come spesso invece mi succede con altri presentatori e chiamarlo presentatore è sminuirlo ma al momento nella mia " mediocrità" non mi vengono altre parole.

Distinti saluti



Patrizia Boidi

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Dovere di cronaca


Cara Signora pubblico questa sua lettera per dovere di cronaca. Non entro nel merito del giudizio su Umberto Eco. È una sua legittima opinione. Per quanto riguarda Bongiorno, Berlusconi e Eco:


1. Non si giudica la storia con i se e con i forse: Eco non c´era all´epoca di Mussolini e quindi non sappiamo;


2. Bongiorno era un interessante uomo di spettacolo, ma non un leader politico o un pensatore, così pure Berlusconi: entrambi appartenevano allo spettacolo leggero del secondo Novecento, ognuno con il suo stile. A ciascuno il suo.


Cordiali saluti.


Il Direttore



Siro Ferrone

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