logo drammaturgia.it
Home | Cinema | Teatro | Opera e concerti | Danza | Arte | Racconti e... | Televisione | Libri | Riviste
Punto sul vivo | Segnal@zioni | Saggi | Profili-interviste | I lettori scrivono | Link | Contatti
logo

cerca in vai

 
Torna alla bacheca


La scuola finita, lettera aperta di un aspirante insegnante pentito

Visto La classe, mai un titolo originale tradotto con rispetto  (Entre les murs). Film francese, Palma d'oro a Cannes, Palma d'oro anche e soprattutto perché film francese. Film claustrofobico definitivo e senza speranza sulla FINE DELLA SCUOLA. Il tramonto di un sistema educativo-didattico durato millenni. Dal liceo di Aristotele alle Banlieues parigine, non è più tempo per peripatetici.

Anche la scuola, come il matrimonio e la servitù della gleba è un istituzione umana, e come tale soggetta a transitorietà. Gli imperi e gli imperativi nascono, prosperano. Così sta scritto. La storia di una IMPOTENZA, un'impotenza volenterosa e perciò ancora più cocente. Generazioni mai trovate, cervelli danneggiati dalla rivoluzione multimediale, integrazione razziale fallita, sociale idem, bianchi contro neri, neri contro maghrebini, ricchi contro poveri, poveri contro poveri, tutti contro tutti. Il sessantotto che ha contestato e spodestato l'Autorità per impiazzarla con le IDEOLOGIE. Morte le quali, la cattedra al supplente: il NULLA. Voce afona quella del professore perché voce esautorata.

I ragazzi non riconoscono l'autorità senza la minaccia della violenza (a oggi unica garanzia di obbedienza sulle masse), disprezzano in egual modo gli adulti ­­­ insegnanti, genitori come rappresentanti di una società e di un mondo senza futuro che gli stessi adulti hanno consegnato loro.

Potere asimmetrico, i ragazzi che si possono permettere tutto e gli insegnanti che non si possono permettere niente, nemmeno di vivere col proprio stipendio. Professori mediocri per allievi pessimi, non c'è più vergogna nell'essere i peggiori più di quanto orgoglio ci sia nell'essere migliori, la scuola uccisa da una burocrazia demenziale, pagelle redatte in un codice incomprensibile ai ragazzi ma gradito a una comunità di scribi, fallimento definitivo della pedagogia e della didattica che si sono incaprettate a vicenda.

Si finisce con una visione di banchi e sedie vuote, un desolante milite ignoto allo studente. Un memoriale delle intelligenze, ogni sedia una croce allo studente che è caduto sul banco nell'inadempienza del suo dovere. Fine.











Filippo Bologna

Invia una lettera alla redazione

Firenze University Press
+39 0552743051 - fax +39 0552743058
Borgo Albizi, 28 - 50122 Firenze

web:  http://www.fupress.com
email:info@fupress.com
© Firenze University Press 2013